Commons MAAM · Roma

Il MAAM, ovvero Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz è un sogno ad occhi aperti, una utopia realizzata che mette in evidenza le contraddizioni dell’attuale modello di sviluppo, basato sullo sfruttamento di molti per il profitto di pochi.

Commons MAAM · Roma

3 giorni di progettazione e costruzione. In un posto incredibile, in cui l’arte è megafono di problemi e di nodi cruciali della nostra società: il MAAM, ovvero Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz.

Metropoliz è uno spazio occupato che vuole essere un esempio di integrazione, recupero, autogestione e sperimentazione di una nuova convivenza urbana. La sua occupazione, infatti, ha rappresentato non soltanto una soluzioni abitativa per le molte famiglie che ci vivono, ma una vera e propria esperienza di riscatto.

In questo contesto, abbiamo messo a confronto l’autocostruzione con materiale di scarto e la digital fabrication, per mettere i pratica i differenti approcci progettuali dietro questi due tecniche.

Dopo aver recuperato il materiale da rigenerare, ci siamo messi in discussione insieme ai ragazzi e le ragazze che hanno partecipato, in mezzo agli abitanti di Metropoliz, per costruire un dondolo: un oggetto carico di ricordi e di piccoli momenti di gioia per tutti i bambini del Metropoliz.

Dopo aver diviso in due gruppi i partecipanti al workshop, ci siamo subito occupati della realizzazione. Due dondoli molto diversi, metafora di due mondi paralleli, uno moderno, l’altro con una lunga stori alle spalle, che devono trovare spazio di dialogo nella contemporaneità, fondendosi sinergicamente.

Entrambi in grado di coinvolgere persone e bambini, entrambi in grado di regalare gioie e far scaturire ricordi d’infanzia ai più anziani, perché entrambi ascritti nell’idea di un archetipo riconoscibile, che sia realizzato in autocostruzione, oppure tramite le attuali tecnologie di digital fabrication.

Al termine del workshop, la soddisfazione di vedere decine di bambini giocare è tanta, in uno spazio occupato come Metropoliz, che mette in evidenza le stridenti contraddizioni del nuovo secolo, dove benessere e precarietà dividono le persone e, con esse, creano due società parallele e distinte.

Un ringraziamento a Roma Makers, Maam, Michela Pierlorenzi e Stefano Salvi per il supporto, ad Antonio, Caterina, Flavia, Giulia e Giulio per aver partecipato.