Open Sonora Alpha

OpenSonora Alpha è uno speaker bluetooth che riduce i RAEE e suona buona musica!

Open Sonora Alpha

OpenSonora Alpha è uno dei prodotti usciti dal laboratorio del Cantiere Barca, in una ricerca su quella che potremo chiamare “elettronica del riuso”. Si tratta infatti di uno speaker bluetooth amplificato realizzato in materiali di recupero: la struttura è fatta in pallet, i woofer sono stati smontati da una vecchia radio non più funzionante ed i componenti discreti che uniscono i due moduli (scheda bluetooth e amplificatore) sono stati dissaldati da vari PCB trovati in giro.

Nel progettare OpenSonora ci siamo chiesti: cosa è possibile recuperare in elettronica? Ha senso recuperare il vecchio amplificatore in classe AB, integrato nel boombox, quando l’efficienza di quest’amplificatore è prossima, nel migliore dei casi, al 40%? Consumo 10W per ottenere forse 4W in uscita (stereo, per cui 2W per canale). E se si volesse alimentare il tutto a batterie? Quante batterie consumate in più, anche fossero ricaricabili, per alimentare quell’IC, probabilmente un TDA2006?

E’ per tutte queste considerazioni che OpenSonora usa un modulo amplificatore in classe D, con un’efficienza tipica dell’80%, e capace di sviluppare 3W per canale se alimentato a 5V. La bassa tensione di alimentazione ha poi permesso di utilizzare un vecchio alimentatore da 5V preso da un HUB 4 porte/10Mbps, ormai obsoleto, ma anche un qualsiasi carica-batterie microUSB sarebbe sufficiente. Il tutto è unito ad un modulo Bluetooth 2.1 stereo, preso in uno dei grandi fornitori online.

OpenSonora Alpha è uno speaker bluetooth che si può produrre ovunque: un laboratorio minimo attrezzato con una stazione saldante è sufficiente. Non servono grosse fabbriche, non serve una location specifica. E’ un prodotto nuovo, innovativo ed aperto. Domani qualcuno potrebbe iniziare a farne una piccola serie, dall’altra parte del mondo, scaricando i sorgenti del progetto su Github. Oppure aiutare nel disegno dei PCB col programma corretto, perché potrebbe avere degli errori – non c’è da nasconderlo, magari aggiungendo funzionalità. Questa è la dimensione collaborativa del progetto.

Certo ci sono molte cose da migliorare. Ancora non sappiamo se ha senso dissaldare dei componenti discreti, o incidere il PCB usando il cloruro ferrico (il lab non ha una CNC), quando esistono componenti simili, già assemblabili con una coppia di cavi RCA. In una logica di produzione mini-seriale, ci si potrebbe forse limitare a recuperare il legno, i woofer e l’alimentatore nel centro RAEE più vicino, per costruire speaker bluetooth più rapidamente, impiegando il tempo guadagnato per migliorare le finiture, ed usare componenti migliori.