Orto Sinergico · Nocera

 

L’Agricoltura sinergica è una possibile agricoltura sostenibile

Questo perché garantendo l’auto-fertilità del suolo ne previene l’impoverimento, arricchendolo di sostanze nutritive. Sfrutta la cooperazione sinergica fra le piante e ne rende i frutti più gustosi e genuini, integrandosi in qualsiasi territorio e riuscendo addirittura a trasformare il suolo nel corso degli anni, rendendolo nuovamente fertile. Siamo stati  Nocera per creare un piccolo orto sinergico che potesse essere una sperimentazione iniziale di agricoltura sostenibile all’interno di un appezzamento di terra coltivato secondo metodi tradizionali.

L’Agricoltura sinergica sposa il concetto di sviluppo sostenibile perchè permette buone rese per metro quadro, ed allo stesso tempo evita il consumo di suolo, riducendo anche il lavoro manuale che dallo zappare diventa più mentale, relativo alle consociazioni ed alle interazioni esistenti fra piante diverse che, a seconda dei casi, si aiutano oppure competono fra loro.

Orto Sinergico · Nocera

L’Agricoltura Sinergica è un metodo di agricoltura sostenibile elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip basandosi sulle intuizioni di Masanobu Fukuoka. Si basa sui principi di coltivazione sostenibile elaborati da Fukuoka e dimostrati dagli studi microbiologici di Alan Smith (dipartimento agricolo del New South Wales). L’agricoltura sinergica rientra nella categoria delle no-till farming, dove si riduce la lavorazione del terreno per evitarne l’impoverimento, stimando l’auto-creazione di fertilità attraverso sinergie naturali fra micro-organismi diversi.

Mentre le piante crescono, creano suolo fertile attraverso i propri essudati radicali, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi. E’ necessario trovare l’equilibrio sostenibile tramite tabelle di consociazione che individuano quali piante operano in sinergia se messe a dimora nello stesso bancale di terra.

Attraverso questo metodo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini nutritivi, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo ed evitandone il dilavamento.