Relazioni 2013 · Rosarno

Rigenerazione Urbana a Rosarno grazie ad A di Città

Relazioni 2013 · Rosarno

Relazioni è stato il tema del 2° Festival Internazionale di Rigenerazione Urbana, evento organizzato dall’Associazione A di Città a Rosarno, città calabrese dalle mille contraddizioni. Il Festival ha avuto luogo dal 21 al 29 Settembre ed in pochi giorni è riuscito a cambiare faccia al quartiere di Via Sandulli, strada di collegamento fra periferia e centro storico.

Studio Superfluo, assieme ai francesi del Collectif Etc ed ai ragazzi di DettoFatto Lab da Agrigento, si è occupato della sezione Cantiere Aperto, in qualità di tutor, coordinando i lavori dei volontari partecipanti al workshop, durato 8 giorni.

Il percorso progettuale collettivo di rigenerazione urbana ha visto 4 giorni di ricerca ed osservazione attenta delle dinamiche sul territorio. Dalle prime rilevazioni sul luogo si è passati ai riscontri con i cittadini, per poi arrivare alla realizzazione di una serie d’interventi condivisi sia sulle scalinate che caratterizzano Via Sandulli, da sempre una veloce via di collegamento fra periferia e centro storico, sia nell’area sottostante al viadotto, definita dai ragazzi del quartiere “Sutta U Ponti“.

Proprio la costruzione di questo viadotto ha determinato, storicamente, la frattura presente fra centro città e zona periferica, altrimenti raggiungibile in pochi minuti a piedi tramite Via Sandulli, purtroppo lasciata a sé stessa dopo la parziale edificazione del passaggio sopraelevato.

Il coinvolgimento dei ragazzi del quartiere ha permesso di identificare delle necessità comuni che hanno portato alla realizzazione di un’area giochi proprio sotto questa struttura dell’incompiuto calabrese.

Ora sono presenti due porte da calcetto, una rete da tennis removibile, un canestro, degli spalti ed un area bianca utile per proiettare video, concordata con la mediateca comunale ed il Liceo della città, oltre ai tradizionali giochi a terra disegnati nell’area superiore.

L’intervento di rigenerazione urbana sulle ripide scalinate del quartiere, invece, ha visto la creazione di aree di sosta intermedie, per favorire la socializzazione, con elementi removibili che verranno curati e custoditi dagli abitanti della zona, caratterizzata da un’elevata multiculturalità.

Proprio l’ascolto, la condivisione ed il coinvolgimento dei cittadini sono alla base della riuscita del progetto. Senza il supporto continuo di tutti gli abitanti rosarnesi, fra immigrati africani, romeni e italiani, non sarebbe stato possibile ri-attivare così tante aree altrimenti morte, degradate e problematiche, che ora invece tornano a vivere di nuovo, al servizio delle persone e dei ragazzi che frequentano quelle vie, con un intervento di rigenerazione urbana dal basso durato meno di dieci giorni.