Superfluo Das Geraes è un progetto di innovazione sociale che nasce in Brasile, nella cittadina di Belo Horizonte (MG), per trasferire elementi di design sistemico ed economia circolare ai giovani del quartiere Jardim Canadà.

Una delle sfide principali è stata creare una rete di attori che potessero collaborare, condividendo le proprie competenze per generare attività positive e creative rivolte ai giovani del quartiere.

Le associazioni coinvolte nel progetto sono:

Comunidades Criativas das Geraes, centro di ricerca della UEMG Universidade Estadual de Minas Gerais.

JA.CA centro di arte e tecnologia, centro di produzione artistica e residenza artistica.

Espaço Social Transformar, organizzazione non governativa, focalizzata nel recupero e assistenza dei bambini, adolescenti e adulti nel quartiere Jardim Canadá.

Durante i mesi di lavoro è stato realizzato un progetto di crowdfunding con il quale siamo riusciti a equipaggiare il laboratorio del centro di produzione artistica con macchinari specifici per la lavorazione del legno. Abbiamo in seguito fornito le competenze di base per la progettazione sostenibile allo staff di collaboratori del centro di ricerca dell’UEMG. Infine, gli studenti adolescenti del quartiere Jardim Canadá di Nova Lima sono stati coinvolti nel percorso formativo. Ci sono state 8 lezioni teorico-pratiche focalizzate sulla progettazione con materiale di scarto e l’upcycling, le tecniche di base per la lavorazione del legno ed infine sono stati realizzati gli oggetti ideati dai ragazzi stessi.

Il progetto è stato interamente finanziato grazie ai fondi ottenuti in crowdfunding, il laboratorio di falegnameria che abbiamo equipaggiato è tuttora in funzione e il vero valore aggiunto è dato dal fatto che la rete di persone creata è solidissima, con le associazioni coinvolte che continuano a collaborare.

È stata svolta un’azione concreta di riqualificazione e rigenerazione urbana in un’ottica di innovazione sociale: non ci siamo limitati a donare un oggetto o una struttura vuota alla comunità locale, siamo riusciti a capire le necessità e i punti di forza del quartiere, creando delle sinergie fondamentali per garantire uno sviluppo futuro positivo.

Lavorare in Brasile è un’esperienza davvero speciale, rivelandosi profondamente formativo anche per noi, che abbiamo dovuto organizzare delle lezioni in un quartiere dove le necessità sociali sono molte ed essenziali. Spesso, vivendo e progettando in italia non ci si rende conto di quanto il design di recupero possa essere fondamentale per facilitare i processi di micro-economie locale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo generando innovazione sociale.

Questa esperienza estremamente positiva si conclude purtroppo con una nota amara, pensando al rientro in Italia ed alle dinamiche spesso distruttive che vengono applicate ai giovani, in perenne stato di “formazione”. Nel nostro Bel Paese, infatti, non ci è mai stato proposto si sviluppare un nostro progetto personale, che in Brasile è stato addirittura adottato all’interno di un centro di ricerca universitario. Qui ci hanno accolti positivamente, è bastato mostrare il nostro percorso, composto di ricerca e lavoro concreto, per ricevere rispetto professionale e riuscire a percepire un minimo salario come borsisti.

Purtroppo nel nostro paese questo genere di iniziative non vengono premiate, e solo in rare occasioni vengono supportate in maniera adeguata. Il settore pubblico non ha mai denaro da investire, o lo investe secondo principi antidemocratici ed antimeritocratici, mentre il privato spesso non paga, perché chi è giovane deve perennemente “fare esperienza”.

Come abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, in Italia dobbiamo spendere più tempo nel cercare fondi minimi per far partire iniziative positive, piuttosto che investire il nostro tempo per la progettazione e la realizzazione di queste stesse iniziative. Inoltre, spesso questi meccanismi di finanziamento non sono sufficienti, e ci si ritrova a ridimensionare progetti che, se realizzati nella loro completezza, potrebbero cambiare le nostre strade, le nostre città, i nostri centri e la nostra vita.

Ma noi siamo pieni di voglia di fare, sempre, e la nostra determinazione ci spinge ad andare avanti!